Orient Express (II parte)

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Parigi, 4 ottobre 1883: inaugurazione ufficiale del primo viaggio dell’Orient Express. Migliaia di parigini si dirigevano verso la Gare de l’Est dove potevano ammirare da una certa distanza l’Orient express, illuminato internamente da lampade a gas. Le ombre della sera facevano risaltare quegli imponenti vagoni lucidati alla perfezione che emanavano luci quasi spettrali. Sulla piattaforma c’era Georges nagelmackers che intratteneva i suoi distinti ospiti tra cui pezzi grossi dei governi belgi e francesi, vari giornalisti, il rappresentante dell’Impero Ottomano Mishalk Effendi, poi Leon Daudet, figlio del famoso Alphonse, e tanti altri. Lo champagne scorreva a fiumi.
La locomotiva dell’Orient Express era del tipo Buddicom; costruita in Francia, a Rouen. Il treno si componeva di un tender, riempito di carbone, seguito da un vagone coperto, il fourgon, che trasportava la posta; poi c’erano due vagoni letto, ognuno dei quali accomodava venti passeggeri; più oltre si trovava il vagone-ristorante.
In coda c’era un altro fourgon con i bagagli dei passeggeri, cibo, vini, liquori. Il fourgon era equipaggiato con un frigorifero riempito di blocchi di ghiaccio. I vagoni erano pannellati con legno di teck e mogano e le poltrone erano ricoperte di morbido cuoio spagnolo e, di notte, si trasformavano in letti con lenzuola di seta e coperte di pura lana. I gabinetti erano rifiniti con marmo italiano e i lavandini realizzati in porcellana decorata. Il sistema di riscaldamento funzionava alla perfezione, il salon-restaurant era arredato con gusto squisito. Sedie Louis VI e pareti imbottite con tappezzerie ornate con scene tipo Fetes galantes di Watteau. In fondo al salon-restaurant si trovava un salottino per fumatori (solo signori) con poltrone di spesso cuoio ed una libreria con guide turistiche, mappe delle nazioni che il treno  avrebbe attraversato, e giornali francesi, inglesi, tedeschi e austriaci. Il tutto illuminato con grandi candelabri a gas.
dopo innumerevoli bicchieri di champagne per celebrare l’inaugurazione dell’Orient Express, Nagelmackers salì sul treno coi suoi ospiti e l’Orient Express  partì con il suo carico di illustri invitati. Alle venti in punto il capotreno annunciò la cena. Il pasto luculliano consisteva in dieci portate. Per dare un’idea delle cene memorande che servivano sull’Express, eccovi uno dei menu offerti sul treno ai primi del Novecento: melone  ghiacciato con marsala, trota di fiume meuniere, pollo grigliato à la diable, costolette di agnello Marie-Louise,  punte di asparagi alla panna, anatra in gelatina al liquore, insalata di melanzane e pomodori con riso allo zafferano, scelta di quindici formaggi francesi, soufflé di anisetta, frutta fresca. Il tutto servito con i migliori champagne, vini d’annata, liquori. Non c’è da meravigliarsi se quella cena durò tre ore!
All’alba il treno raggiunse Strasburgo, dove fu cambiata la locomotiva. La stazione era illuminata a giorno con energia elettrica fornita da un generatore installato dalla compagnia americana Edison. Una delegazione locale tedesca era allineata sulla piattaforma per dare il benvenuto agli illustri viaggiatori dell’Orient Express, ma, a parte nagelmackers e pochi altri, che scesero dal treno, il resto dei passeggeri finse di dormire, infatti, essi, specie i francesi, non avevano intenzione d’incontrare tedeschi a causa della guerra del 1870. Il treno ripartì per Karlsruhe, Ulm, Monaco, giungendo alla frontiera austro-bavarese a Simbach. L’Espresso aveva percorso il tratto Parigi-Simbach in trenta ore. La sera, a Vienna, la banda della guardia Imperiale ed un grande ricevimento attendevano gli ospiti dell’Orient Express. Poi carrozze di stato accompagnarono i viaggiatori, assieme a dignitari imperiali, a vedere i luoghi più caratteristici ed importanti di Vienna, nonché l’Esposizione Internazionale della luce Elettrica.
Ritornati al treno gli ospiti, tutti uomini, ebbero la piacevole sorpresa di scoprire che due belle donne viennesi erano salite a bordo dell’Orient Express: Madam von Scala,  che viaggiava con il marito, vice ministro delle Comunicazioni e sua sorella. Rinvigoriti dalla presenza delle affascinanti bionde viennesi, gli ospiti ripresero il viaggio verso Budapest, dove arrivarono la mattina dopo. Qui gli illustri viaggiatori dovettero affrontare un’altra banda militare ed un altro ricevimento con fumanti terrine di goulash, dolci di noci e Tokay. Dopo vari brindisi, inni militari e vicendevoli complimenti, i viaggiatori ì, ormai stremati dagli squilli di tromba, rulli di tamburi e potere ipnotico del Tokay, risalirono stancamente sul treno, agognando un meritato riposo, ma ahimè una banda di zigani, entusiasta dell’Orient Express, si invitò sul treno e vi rimase suonando senza interruzione, fino a Temesvar dove l’Express fece rifornimento. Poco dopo entrava in Romania. Arrivati a Bucarest verso le cinque del mattino, i passeggeri, ancora pieni di sonno cibo e libagioni della sera precedente, fecero un notevole sforzo per partecipare alla festa del direttore delle ferrovie rumene, Ulanescu. Ma un ricevimento regale di ben altro tipo li attendeva a Sinaia, nelle Alpi transilvane, a quattro ore di treno da Bucarest, nel castello di Peles, orgoglio del re Carlo I, cugino del re del Belgio. Sfortunatamente, a parte il pranzo servito sulla veranda del Grand Hotel Nouls di Sinaia, gli eventi che seguirono furono tragicomici. Senza preavvisare gli invitati, si presentarono improvvisamente degli ufficiali del palazzo reale che imposero ai malcapitati di seguirli immediatamente da Sua Maestà.
Senza poter tornare al treno per cambiarsi d’abito e prendere degli ombrelli, gli ospiti del re si dovettero incamminare su per la montagna verso il castello. Un temporale all’andata ed uno al ritorno ridussero i visitatori a dei manichini inzuppati d’acqua e non fu certo la presenza dell’imbronciato monarca a rallegrarli.
I viaggiatori ritornarono esausti al treno nel mezzo della notte e si risvegliarono solo a Giurgiu, piccolo porto sul Danubio. Lì dovettero prendere il traghetto fino a Ruschuk, in Bulgaria. Da Ruschuk il treno continuò il lungo viaggio verso Varna, sul Mar Nero, dove li attendeva il piroscafo Espero del Lloyd triestino Austriaco su cui i passeggeri s’imbarcarono. Ma anche il viaggio Verna-Istanbul non fu dei migliori, dato che il responsabile della compagnia, per ragioni di guadagno, aveva caricato la nave con rifugiati di origine turca che fuggivano dalla Bulgaria; senza contare che la nave era di vecchio modello, scomoda ed affollatissima. Il mare mosso non migliorò le cose. Ma quando 170 miglia dopo gli stremati viaggiatori avvistarono il Bosforo ed il Corno d’Oro, quella visione da Mille e una notte li ricompensò dei loro disagi. Il gruppo dell’Orient express fu accolto con tutti gli onori da una folla di dignitari turchi ed accompagnato con carrozze al Grand Hotel Pera.
Dopo un meritato riposo ed u eccitante giro di Istanbul, Nagelmackers e la sua comitiva si rimbarcarono sull’Espero  il 13 ottobre e, undici giorni dopo la partenza da Parigi, ritornarono nella capitale francese.
l’avventura dell’Orient Express era cominciata. Finalmente nel 1889 il tratto ferroviario in Bulgaria fu completato, Nagelmackers aveva raggiunto il suo obbiettivo: l’Orient Express poteva percorrere l’intera tratta Parigi-Istanbul su rotaia. La Compagnie manteneva un servizio bisettimanale in ambedue le direzioni: partendo da Parigi alle 19,30 il martedì ed il venerdì, ed il mercoledì e il sabato da Istanbul. Il percorso da Parigi a Istanbul durava 81 ore e 40 minuti, ma già nel 1894, grazie a vari miglioramenti, la durata era scesa a 64 ore circa. Nel 1900 l’Orient Express copriva giornalmente la distanza Parigi – Budapest, tre volte la settimana Parigi Istanbul via Belgrado, e c’era pure un collegamento con Atene via Salonicco. Nel 1905 la Compagnie aveva 999 vagoni ristorante e 1.000 vagoni letto che venivano impiegati in Europa, Asia, Nord Africa e sulla Transiberiana Express.
Quando nel 1906 fu aperta la galleria del Sempione, la Compagnie organizzò un servizio Parigi – Venezia, e nel 1912 uno parigi-Trieste. L’Orient Express continuò a funzionare, a parte interruzioni durante la prima e seconda guerra mondiale, fino a maggio 1977. Ma il 25 maggio 1982 fu ripreso il servizio Venice-Simplonm specie per l’interessamento di James Sherwood, inglese, presidente del gruppo SEA Container.
L’Orient Express divenne famoso, non solo come simbolo del progresso delle ferrovie e per l’atmosfera di fascino e avventura legata al suo nome, ma anche per gli strani e famosi personaggi che viaggiavano sui suoi vagoni di lusso. Tra i primi, e forse il più famoso, Basile Zaharoff, l’uomo del compartimento 7.  Si diceva che fosse un ebreo greco nato nel 1868 la Lituania e che avesse trascorso la sua infanzia ad Istanbul, ma la sua vita è avvolta nel mistero. Si sa che divenne un uomo d’affari molto fortunato e di ben pochi scrupoli, immischiato, tra le atre cose, in traffico d’armi, e con contatti altolocati in Turchia, Grecia, Balcani, a Londra e Parigi. uando nel 1906 fu aperta la galleria dek Sempione, la Compagnie organizzò un servizio Parigi-Venezia, e nel 1912 uno Parigi-Trieste ggg

Zaharoff aveva uno scompartimento, il numero 7, regolarmente prenotato sull’Orient Express, dove si faceva portare, dai servizievoli capotreni, belle donne dai capelli rossi. Solo rossi! Ma un bel giorno il destino si beffò di lui. Si era ritirato nel suo scompartimento per un meritato riposo, quando si sentirono le urla di una donna che chiedeva aiuto e poco dopo un’avvenente giovane bruna incominciò a picchiare disperatamente alla porta di Zaharoff, il quale, di malavoglia, mandò il suo maggiordomo ad aprire. La donna svenne tra le braccia dell’uomo e Zaharoff, più irritato che impietosito, ordinò al maggiordomo di deporla sul suo letto.
la giovane era una spagnola, Donna Maria del Pilar, figlia del conte de Miguero y Azcarate ed era sull’Orient express in viaggio di nozze. Purtroppo Maria del pilar non sapeva che il marito era un pericoloso paranoico, infatti, durante la prima notte aveva cercato di ucciderla. Basile Zaharoff, forse per la prima volta, nella sua vita, incominciò ad interessarsi alle peripezie di un altro essere umano e s’innamorò perdutamente di Maria.
Dopo che lei, separatisi dal marito, ritornò in famiglia, le fece una corte assidua e discreta per anni e molti dei loro incontri, prima del matrimonio, avvennero proprio sull’Orient Express.
Oltre a Zaharoff, un altro multimilionario usava molto spesso l’Orient Express: Calouste Sarkis Gubelkian, figlio di un ricco armeno di origine turca. Gubelkian era già noto alla fine dell’Ottocento e divenne poi uno dei più famosi magnati del petrolio del primo Novecento.
Il famoso treno ebbe l’onore di ospitare il sultano Abdul Hamid col seguito di concubine ed eunuchi, mercati greci e turchi, il principe Ferdinando di Bulgaria, conti ungheresi, maharajah indiani, duchi russi, milionari americani e persino l’Arcimandrita Cirillo che lo usava per i suoi incontri galanti tra Sofia e Belgrado. Re Leopoldo II del Belgio amico dei Nagelmackers, viaggio spesso sull’Orient Express, senza pagare il biglietto e pretendendo uno scompartimento separato per le sue le sue amanti, specie per la favorita, la star del cabaret Cleo de Merode. L’Orient Express fu anche usato da membri degli Asburgo, da Edoardo principe di Galles, per recarsi a Marienbad con discrete accompagnatrici, da Ferdinando I di Bulgaria e Milan I di Serbia, Altri nomi di viaggiatori famosi, Sarah Bernhardt, Eleonora Duse, Anna Pavlova, Mahler, Debussy, Mata Hari e Agatha Christie!

L’Orient Express, così com’era tra le fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale, non esiste più. Ma questo treno di monarchi, cocotte, belle donne, uomini d’affari, spie, trafficanti d’armi, ladri di gioielli, questo salotto su binari, simbolo di lusso e teatro di pranzi luculliani rimase sempre una leggenda.
e’ passato alla storia.

Rivista Ottocento N. 5

 

 

 

 

 

 

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