De omnibus dubitadum

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sepolturaHo estrapolo alcune frasi dall’articolo:

  • Noi siamo nel mondo occupando sempre una certa posizione e da questa indaghiamo ciò che ci circonda. Abbiamo un punto di vista, certamente mutevole, cangiante ma che non abbandoniamo mai. A partire da questo “punto zero” ci orientiamo, ci muoviamo, agiamo, quindi ci relazioniamo, con noi stessi e con il mondo esterno. E la relazione è perpetua, è un flusso costante fatto di azioni e reazioni, nelle quali tentiamo, dobbiamo tentare, di scorgere delle regolarità. Perché abbiamo questo bisogno? Per vivere. […]
  • Noi ci abituiamo al mondo. Ci sforziamo di credere che esistano delle leggi, che non sia tutto casuale. E siamo così abituati ad essere abituati, da credere che la nostra abitudinarietà sia frutto del mondo e non dei nostri bisogni. […]
  • è in virtù del nostro essere nel mondo secondo un certo angolo di visuale, che noi dobbiamo dotarci di quegli strumenti che ci consentano di comprendere e dunque agire razionalmente. Sono strumenti arbitrari, dice Hume, che funzionano fin tanto che che ci sono utili e che potremo abbandonare quando smetteranno di servirci.

http://www.lasepolturadellaletteratura.it/david-hume/

 

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