Gli ebrei

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Le squadre speciali erano costituite in massima parte da ebrei: per un verso, questo non può stupire, poiché lo scopo principale dei Lager era di distruggere gli ebrei e che la popolazione di Auschwitz, dal 1943, era costituita da ebrei per il 90-95%; sotto un altro aspetto, si rimane attoniti davanti a questo parossismo di perfidia e di odio: dovevano essere gli ebrei a mettere nei forni gli ebrei, si doveva dimostrare che gli ebrei sotto-razza, sotto-uomini, si piegano ad ogni umiliazione, perfino a distruggere se stessi.
D’altra parte, è attestato che non tutte le SS accettavano volentieri il massacro come compito quotidiano; delegare alle vittime stesse una parte del lavoro, e proprio la più sporca, doveva servire ad alleggerire qualche coscienza.
Beninteso, sarebbe iniquo attribuire quest’acquiescenza e qualche particolarità specificamente ebraica: delle squadre speciali fecero parte anche prigionieri non ebrei, tedeschi e polacchi però con le mansioni più dignitose di kapos; ed anche prigionieri di guerra russi, che i nazisti consideravano solo di uno scalino superiore agli ebrei. Furono pochi perché ad Auschwitz i russi erano pochi (vennero in massima parte sterminati prima, subito dopo la cattura, mitragliati sull’orlo di enormi fosse comuni) ma non si comportarono in modo diverso dagli ebrei.
La zona grigia da I sommersi e i salvati di Primo Levi
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