Superstiti

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Dalla squadra speciale fu organizzato nell’ottobre 1944, l’unico disperato tentativo di rivolta nella storia dei lager di Auschwitz. Le notizie di questa impresa sono pervenute fino a noi, non sono né complete né concordi; si sa che i rivoltosi (gli addetti a due dei cinque crematori di Auschwitz – Birkenau) male armati e privi di contatti con i partigiani polacchi fuori dei Lager con l’organizzazione clandestina di difesa contro i Lager, fecero esplodere il crematorio n. 3 e diedero battaglia alle SS. Il combattimento finì molto presto; alcuni degli insorti riuscirono a tagliare il filo spinato e a fuggire all’esterno, ma furono catturati poco dopo. Nessuno di loro è sopravvissuto, circa 450 furono immediatamente uccisi dalle SS. I superstiti delle Squadre Speciali sono dunque stati pochissimi, sfuggiti alla morte per qualche imprevedibile gioco del destino.

Nessuno di loro, dopo la liberazione, ha parlato volentieri e nessuno parla volentieri della loro spaventosa condizione. Le notizie che possediamo su queste squadre provengono dalle scarne deposizioni di questi superstiti; dalle ammissioni dei loro committenti processati davanti a vari tribunali; da cenni contenuti in deposizioni di civili tedeschi o polacchi che ebbero occasione di venire a contatto con le squadre e finalmente da fogli di diario che vennero scritti febbrilmente a futura memoria, e sepolti con estrema cura, nei dintorni dei crematori da alcuni dei loro componenti. Tutte queste fonti concordano tra loro, eppure ci riesce difficile, quasi impossibile, costruirci una rappresentazione di come questi uomini vivessero giorno per giorno, vedessero se stessi, accettassero la loro condizione

La zona grigia da I sommersi e i salvati di Primo Levi
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