Collaborazione

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Un caso limite di collaborazione è rappresentato dai SonderKommandos di Auschwitz e degli altri Lager di sterminio. Qui si esita a parlare di privilegio: chi ne faceva parte era privilegiato solo perché (ma a quale costo!) per qualche mese mangiava a sufficienza, non certo perché potesse essere invidiato. Con questa denominazione debitamente vaga; “Squadra speciale”, veniva indicato dalle SS il gruppo di prigionieri cui era affidata la gestione dei crematori. A loro spettava mantenere l’ordine tra i nuovi arrivati (spesso del tutto ignari del destino che li attendeva) che dovevano essere introdotti nelle camere a gas, estrarre dalle camere i cadaveri; cavare i denti d’oro dalle mascelle, tagliare i capelli femminili; smistare e classificare gli abiti, le scarpe, il contenuto dei bagagli, trasportare i corpi ai crematori e sovraintendere il funzionamento dei forni; estrarre ed eliminare le ceneri. La Squadra Speciale di Auschwitz contava, a seconda dei periodi, da 700 a 1000 effettivi. Queste squadre speciali non sfuggivano al destino di tutti, anzi, da parte delle SS veniva messa in atto ogni diligenza affinché nessun uomo che ne aveva fatto parte potesse sopravvivere e raccontare. Ad Auschwitz si succedettero dodici squadre; ognuna rimaneva in funzione qualche mese, poi veniva soppressa, ogni volta con qualche artificio diverso per prevenire eventuali resistenze e la squadra successiva come iniziazione bruciava i cadaveri dei predecessori. L’ultima squadra, nell’ottobre 1944, si ribellò alle SS, fece saltare uno dei crematori, e fu sterminata in un diseguale combattimento.
La zona grigia da I sommersi e i salvati di Primo Levi
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