La libertà

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La conquista della libertà è la più nobile affermazione umana e costa sangue, sofferenze, sacrificio, anche la vita, tanto la posta è alta, decisiva, sacra. Chi pecca contro la libertà, conculcandola, negandola agli individui e ai popoli, reca grave offesa all’umanità e sconvolge non solo l’ordine civile, ma lo stesso ordine umano.
La libertà bisogna meritarla, esserne degni comprenderla fino ad accettarne l’intima disciplina.
Essere liberi significa invero intendere la giustizia e considerare liberi anche gli altri; vivere in armonia, in collaborazione, nel clima di reciproca stima e nel pieno rispetto dei propri e degli altrui diritti, rinunciare all’egoismo nella sua forma deteriore, all’odio, all’orgoglio blasfemo, di popolo e di razza, alla violenza, ai nazionalismi esasperati, alle ideologie oppressive, a quanto costituisce insulto alla coscienza individuale e collettiva. Vuol dire essere uomini, e non si è davvero uomini se non si è liberi.
Il valore ideale del Risorgimento è tutto qui: nella rivendicazione della libertà. Per questo è sempre attuale e continua, nella storia e nel tempo, tutte le volte che gli uomini vengono meno alla loro dignità, la sua purificante azione di riscossa, di ammonimento, di amore.
Da Due Risorgimenti 1796-1947 a cura di Luciano Pasqualini e Mario Saccenti

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