Qualunque cosa accada

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Quante occasioni e quante opportunità, in cui semplicemente ogni giorno, papà ha fatto la sua scelta. E’ stata la sola onestà a fargli tenere dritta la barra della propria condotta? E’ stato solo il senso del dovere a impedirgli un compromesso, anche con se stesso? E’ stata la fedeltà , l’obbedienza alle leggi e allo stato?
Io penso di no, credo che mio padre lasci , più di ogni altro esempio, quello di un uomo capace di affermare la propria libertà. Con se stesso, rimanendo coerente al proprio pensiero, alle proprie convinzioni. Con gli altri, quando ha respinto blandizie e ricatti senza neanche cercare protezioni “politiche”, nella consapevolezza che anche quelle potevano avere un prezzo. E’ stato libero nel senso più completo del termine, quello che include la consapevolezza del proprio ruolo. Non istituzionale, di commissario liquidatore, ma di uomo, di marito, di padre, di cittadino.
Il mondo, in una certa misura, va nella direzione, in cui vogliamo che vada (anche nella subordinata forma del “permettiamo”). Ciascuno di noi è responsabile per qualche grado di questa direzione, secondo l’inclinazione che attraversa la nostra quotidianità e che possiamo cambiare con le nostre scelte e il nostro agire. Nelle piccole e nelle grandi cose: nell’accettare di non fare o di non prendere una fattura, di chiedere o di non chiedere un permesso che una norma impone, di rispettare o meno i diritti del nostro prossimo, e per esempio di delegare ad altri le scelte che dovrebbero impegnarci.

Questo è il potere che ha ciascuno di noi.

Umberto Ambrosoli – Qualunque cosa accada – Sironi editore.

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