La TV

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Vi capita mai di stare incollati davanti al televisore a guardare un programma orrendo?
Quei rumori striduli, quei colpi di pistola urtano i nervi.
Eppure non vi decidete a spegnere. Perché infliggersi una tortura del genere?
Non sarebbe meglio chiudere? Avete paura di stare soli, del vuoto e della solitudine che potrete incontrare rimanendo a tu per tu con voi stessi?
Guardando un brutto programma alla TV, noi diventiamo quel programma. Noi siamo quello che proviamo e percepiamo.
Se ci arrabbiamo, siamo la rabbia.
Se amiamo, siamo l’amore.
Se contempliamo la cima di un monte ricoperta di neve, siamo la montagna.
Possiamo essere ciò che vogliamo, allora perché spalancare le finestre a spettacoli di bassa lega prodotti da chi specula sull’emotività della gente e che ci fanno venire le palpitazioni, ci fanno stringere i pugni e ci lasciano svuotati?
Chi permette che vengano trasmessi programmi del genere, anche per un pubblico di giovanissimi?
Noi! Siamo troppo passivi rispetto a quello che ci propina lo schermo, troppo soli, troppo pigri, o annoiati per crearci una vita tutta nostra. Accendiamo il televisore e lo lasciamo acceso permettendo a qualcun altro di guidarci, plasmarci, distruggerci. Lasciarci andar in questo significa mettere il nostro destino in mano a gente senza scrupoli.
Dobbiamo sapere riconoscere quali programmi fanno male al nostro sistema nervoso, alla nostra mente e al nostro cuore, e quali invece ci fanno bene.

La pace è ogni passo di Thich Nath Hanh

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